La nostra missione

Studiare italiano in Sicilia!

 

Ciao!

Mi chiamo Alessandro Adorno e sono il direttore del Dipartimento di Italiano presso International House – Catania.

Ho più di 30 anni di esperienza nel settore, sia come insegnante, sia come formatore di insegnanti sia come gestore di scuola. Oggi sono orgoglioso e felice di dirigere il Dipartimento di Italiano di GIGA-International House a Catania, perché Catania è la città in cui sono nato, dove sono cresciuto e a cui sono orgoglioso di appartenere da sempre, Qui ho ritrovato le motivazioni che mi hanno sempre spinto a promuovere lo studio della lingua e cultura italiana in Sicilia.

Perché studiare italiano in Sicilia?

Da sempre, lo spirito che mi ha mosso è stato quello di far conoscere di più e meglio la Sicilia agli amanti della lingua e cultura italiana, di far conoscere l’enorme eredità culturale di questa isola, l’Isola del Sole, la mia terra, lì dove sono nato, un’isola stracolma di arte, di storia, di cultura. Quando ho iniziato ad insegnare italiano per stranieri a Firenze, prima di fondare la mia prima scuola in Sicilia, per me era davvero inconcepibile che gli studenti internazionali che volevano studiare italiano e cultura italiana non avessero l’opportunità di studiare nell’Italia del Sud e, in particolare, in Sicilia.

Fino ad allora, chi voleva frequentare un corso di italiano per stranieri aveva la possibilità di farlo solo in scuole di italiano situate sull’asse Roma-Perugia-Siena-Firenze, per la maggior parte, e comunque tutte situate al Centro e al Nord. Da Roma in Sud, nessuna possibilità, e nessuna in Sicilia.

Per me, siciliano di nascita, era davvero impossibile accettare che gli studenti stranieri amanti della lingua e cultura italiana non potessero avere la possibilità di conoscere l’enorme eredità culturale che risiede in Sicilia.

Volevo che la gente sapesse di più di questa isola…

Per me era assurdo che gli stranieri amanti della lingua e cultura italiana non sapessero che l’impero di Siracusa, ai tempi della Magna Grecia, era un impero immenso, da alcuni definito “il Primo Impero d’Occidente”, e si estendeva fino alla Toscana, dove venne a contatto con gli etruschi (periodo dell’ellenizzazione della cultura etrusca), fino alle Marche (colonia di Ankon, oggi Ancona) e al Veneto (colonia di Adria). Un impero tanto grande e potente da incutere paura alla grande Atene al punto da spingerla a dichiarale tre volte guerra. La fama di Siracusa, ai tempi della Magna Grecia, richiamava uomini di cultura da ogni dove e la fece diventare culla d’arte e di scienze. Uomini come Platone, che qui voleva formare la sua “Repubblica dei Filosofi”, Pindaro, che le dedicò versi di poesia, Eschilo, che presentò al Teatro Greco di Siracusa, per la prima volta la sua opera I Persiani. Così come a Siracusa visse il grande inventore matematico, Archimede, “Dei più alti ingegni guida e maestro”.

Per me era inverosimile che gli stranieri amanti della lingua e cultura italiana non sapessero che il primo libro di gastronomia – l’Hēdypatheia, ovvero Il Poema del buongustaio –  fu scritto in Sicilia nel IV secolo avanti Cristo da Archestrato di Gela.

Per me era pazzesco che gli stranieri amanti della lingua e cultura italiana non conoscessero le meraviglie letterarie ed architettoniche dell’epoca islamica in Sicilia, dalle poesie di Ibn Hamdis alle meravigliose moschee poi riconvertite in chiese cristiane dai Normanni.

Per me era irragionevole che gli stranieri amanti della lingua e cultura italiana non sapessero che, nel Medio Evo, la lingua della Scuola Poetica siciliana in uso alla Corte di Federico II, Stupor Mundi, costituì la prima lingua letteraria italiana e che in Sicilia fu inventato il sonetto che tanto influenzò gli stilnovisti toscani e lo stesso Dante nel suo De Vulgari Eloquentia scrisse: «Indagheremo per primo la natura del siciliano, poiché vediamo che il volgare siciliano si attribuisce fama superiore a tutti gli altri: che tutto quanto gli Italici producono in fatto di poesia si chiama siciliano … » riconoscendo ai poeti della Scuola siciliana il primato, non soltanto cronologico, della formulazione di un codice poetico della “lingua del sì” (“quod quidem retinemus et nos, nec posteri nostri permutare valebunt”).

Per me era inaccettabile che gli stranieri amanti della lingua e cultura italiana non sapessero che il parlamento più antico del mondo fu convocato proprio in Sicilia per la prima volta da re Ruggero II nel 1130 a Palazzo dei Normanni a Palermo.

Per me era incredibile che gli stranieri amanti della lingua e cultura italiana non sapessero che il primo film con riprese subacquee è stato in Sicilia, nel 1946, dai ragazzi della Panaria Film o che nel 1939 il catanese Ugo Saitta presentò alla VII Esposizione Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il primo cortometraggio di animazione in Italia, primo esempio di film a pupazzi animati “senza fili”, intitolato “Teste di legno” ovvero “Pisicchio e Melisenda”, antesignano quindi di quelli che saranno poi i cartoons.

Per me era inammissibile che gli stranieri amanti della lingua e cultura italiana non sapessero che le prime istanze di ispirazione democratica mossero dalla Sicilia e le prime proteste di un movimento di massa e socialista in Italia, i Fasci Siciliani, si svolsero in Sicilia nel 1891.

Per me era inverosimile che gli stranieri amanti della lingua e cultura italiana non sapessero che, dal punto di vista letterario, poche regioni, forse nessuna, può annoverare un patrimonio così vasto. dai due Premi Nobel siciliani per la letteratura, Pirandello e Quasimodo, alla scuola verista di Verga, Capuana, Rosso di San Secondo. Da Tomasi di Lampedusa, con il suo Gattopardo agli scrittori siciliani del dopo-guerra da Sciascia e Vittorini, da Brancati a Consolo, da Bufalino a Camilleri.

Per me era quindi assolutamente inaccettabile che la Sicilia venisse usata come sinonimo di Mafia e i Siciliani venissero ricordati automaticamente solo come mafiosi, quasi fosse una distorsione genetica e non è invece immediato e automatico pensare che chi combatte in prima linea contro la mafia sono siciliani anch’essi, tenaci, orgogliosi, coraggiosi siciliani. E’ umiliante che le luci dell’attenzione nazionale e internazionale siano sempre sulla mafia e mai sull’antimafia, a meno di fatti eclatanti.

La Sicilia è una terra di contraddizioni ma è un magnete per l’anima!

La Sicilia è un luogo dove il fuoco vince sull’acqua (come nelle Isole Eolie dove il fuoco viene fuori dal mare). La Sicilia è un luogo dove l’agro in cucina si associa al dolce (come nella famosa caponatina). La Sicilia è una terra dove l’eruzione dell’Etna, da un lato, distrugge ciò che trova sulla sua strada, dall’altro, diffonde in aria cenere vulcanica, il miglior fertilizzante. La Sicilia è un’isola in cui mafia e lotta alla mafia condividono lo stesso territorio.

La Sicilia ha 7 siti Unesco, 2 premi Nobel per la Letteratura, un patrimonio archeologico, artistico e monumentale di oltre 2.500 anni, un enorme bagaglio culturale lasciatoci in eredità dai Fenici, dai Cartaginesi, dai Greci, dai Romani, dai Bizantini, dagli Arabi, dai Normanni, dagli Spagnoli e una Natura meravigliosa che va dalle Isole Eolie al vulcano Etna, dalle decine di riserve naturali alla meravigliosa campagna dove vengono coltivate produzioni d’eccellenza, tutte libere da OGM perché la Sicilia è anche OGM-free e quindi oli, vini, formaggi, ortaggi, frutta, ecc sono tutti prodotti di eccellenza che danno vita a una gastronomia che ha profumi ed influenze che arrivano dall’antica Grecia, dagli Arabi e dagli Spagnoli. Come si va a non dire che la Sicilia ha rappresentato il primo vero Melting Pot al mondo? Un’isola felice dove le 3 religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo e islamismo) hanno vissuto insieme e pacificamente per lungo tempo.

Bisogna venire qui per conoscere e capire!

Noi vogliamo sconfiggere gli stereotipi con onestà, integrità e orgoglio per la storia di questa isola. Vorrei che il mondo smettesse di usare la parola Sicilia come sinonimo di mafia. Vorrei che girando per il mondo e dicendo “Sono siciliano” o “Sono stato in Sicilia”, la gente non replicasse automaticamente dicendo “mafia” ma reagisse esclamando  “Oh, la Sicilia… la prima società multi-etnica e multi-culturale al mondo”, “Oh, la Sicilia… lì dov’è nata la poesia”, “Oh, la Sicilia… dove il cibo è ancora genuino e ha un sapore autentico”.

La gente e gli stranieri amanti della lingua e cultura italiana sanno tutto questo? No, si sa solo della mafia. Noi non vogliamo negare nulla, ci battiamo contro questo giornalmente, umilmente, nel nostro agire quotidiano, ma la Sicilia è tanto, molto di più che mafia ed è tutto questo che vogliamo far conoscere al mondo. E vorremmo che la gente smettesse di ragionare per stereotipi. Noi odiamo gli stereotipi!

Dal 1992, mi dedico appassionatamente alla promozione dell’eredità culturale siciliana e dello studio della lingua e cultura italiana. Tutti i nostri sforzi sono tesi a offrire non solo l’opportunità di studiare l’italiano ma di proporre un’esperienza di apprendimento, culturale e umana indimenticabile.

Studiare italiano a Catania, perché?!

Anima mediterranea

Catania è una città dalla forte anima mediterranea. Se non ti accontenti di sfiorare la superfice della cultura mediterranea soggiornando in un luogo turistico ma vuoi vivere un’esperienza autentica in una città travolgente, dinamica, fantasiosa, vibrante, drammatica, caotica… cioè in una città vera, studiare italiano a Catania sarà un’ottima opzione per te!

Fra mare e vulcano!

Catania è la figlia dell’Etna, la città della tenacia e caparbietà del suo Elefante, la città rosso-azzurra del rosso della lava e dell’azzurro del suo mare e del suo cielo. Catania non è per tutti, Catania è per chi ama il gusto mediterraneo della vita! Una città tante volte distrutta dalla lava o da terremoti ma tante volte risorta migliore (“Melior de Cinere Surgo”, dice il suo motto), grazie al suo spirito intraprendente e alla sua voglia di vivere.

Specchio del Mediterraneo

Catania mostra nelle sue strade i segni di una storia antica che comincia con in Greci provenienti da Naxos che la fondarono nel 729 a.C dandole il nome di Katané e continua con i Romani che qui costruirono un Anfiteatro fra i più grandi dell’Impero Romano (oggi solo parzialmente visibile a causa dei vari eventi storici) e un sistema termale complesso. Della Catania medievale svevo-normanna rimangono tracce importanti nell’abside della Cattedrale e nel Castello Ursino, costruito da Federico II di Svevia nel XIII. Ma quel che domina nel centro storico di Catania è il Barocco siciliano, quello stile prezioso e minuzioso figlio della distruzione causata dal terremoto del 1669 nella Sicilia del Sud-Est, nato grazie all’opera sapiente dei Viceré spagnoli che governavano l’Isola in quel tempo. Catania è quindi una città stratificata nel tempo.

Vibrante di svago e divertimento

Studiare italiano a Catania ti permetterà di godere della storia millenaria della Sicilia ma non solo! Catania è la città dei due mari: una costa di rocce e pietra lavica con bellissimi fondali marina a nord del centro storico della città e una lunghissima spiaggia sabbiosa che si dipana a sud della città, dove crogiolarsi al sole, godendosi lunghi e rilassanti bagni di sole.

Ma Catania non è solo Storia, Sole e Mare. Catania è una città che vibra di cultura, dalla sua università al suo Teatro dell’Opera “Vincenzo Bellini”, dai tanti teatri e cinema presenti in città alle mostre d’arte che hanno luogo in tanti dei suoi più bei palazzi e monumenti.

Un’esperienza diversa: autentica e vera!

Studiare italiano a Catania profumerà di pesce nella sua “Piscarìa”, di carne arrostita nella sua via Plebiscito, di deliziosa pasticceria e di gelati. Catania toccherà le corde dei tuoi 5 sensi in un’atmosfera radicalmente mediterranea.

Il Dipartimento di italiano di International House a Catania, con la sua lunga esperienza in didattica delle lingue straniere, vuole offrirti tutto questo. Tu sei pronto a una esperienza off-the-beaten path, diversa dalle solite destinazioni tradizionali?!

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